Trap su Zenga: "Prima era spaccone, ora.."
Walter Zenga, nuovo allenatore del Catania, ha debuttato alla grande nel campionato italiano, battendo all'esordio casalingo 3-0 il Napoli. Qualche accorgimento tattico e alcuni schemi sulle palle inattive sono bastati per invertire la rotta della squadra siciliana. Commenti positivi sono arrivati da tutto il mondo e non ha voluto essere da meno neanche Giovanni Trapattoni, attuale tecnico del Salisburgo e prossimo ct dell'Irlanda, che ha dichiarato su 'La Stampa': "Bando ai pregiudizi di chi non vede al di là del proprio naso. Zenga farà bene perché ha perso il clichè del giocatore e ragiona da allenatore. E poi perché ha imparato tanto in giro per il mondo dove emerge solo chi ha gli attributi e non si fa prendere dalla nostalgia di casa. A essere sincero mi ha sorpreso. Lo ricordavo spavaldo, ma anche spaccone. Il giorno che ho lasciato l’Inter, non pensavo che avrebbe avuto un futuro da tecnico. Invece c’è riuscito. Nessuno l’ha aiutato, s’è fatto da solo, ne deve essere orgoglioso. Mi sono accorto che era cambiato quando gli chiesi notizie di un giocatore serbo. E lui, era il 2006, mi rispose come solo un allenatore sa fare. Ne ebbi una nuova testimonianza in Dubai dove qualche tempo fa portai il Salisburgo. Mi dissi: guarda un po’ come è maturato Walter, con quale profondità analizza uomini e situazioni. Lo facevo superficiale. Al contrario ha imparato a curare i dettagli: in certe situazioni mi ha ricordato un certo Trapattoni". Una scommessa quella fatta con la società di Pulvirenti che Zenga vuole sfruttare nel migliore dei modi per attirare magari un grande club: "Adesso che ha avuto questa opportunità dal Catania, deve giocarsela con intelligenza, senza farsi prendere dalla frenesia. È stato bravo a rimodellare la squadra sul piano tattico e a portarla al successo dopo tanto tempo, ma anche a ricordare il lavoro di chi l’ha preceduto. L’umiltà paga. Forse poteva arrivare prima sulla panchina di club italiano, ma non ha avuto o cercato scorciatoie. E comunque sa bene come e quanto i suoi atteggiamenti giovanili abbiano condizionato l’opinione di certi addetti ai lavori. Ne so qualcosa anch’io. Mi davano del difensivista dimenticando che schieravo la Juventus con due punte e due centrocampisti offensivi. Il calcio va avanti a mode".
diventa amico di questo sito su Facebook
conoscerai gli autori del network e gli altri lettori