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SOROS E' PRONTO: Tra oggi e domani la verità sulla Roma e... Domani si dovrebbe sapere chi sarà il futuro proprietario dell’As Roma.
Tutto è nelle mani di George Soros. L’accordo tra i suoi advisor e
Banca Unicredit, che, constatata l’impossibilità per i Sensi di
rispettare il piano di rientro del debito (377 milioni di euro)
sottoscritto dal CdA di Banca diRoma a novembre, ha preso in mano la
situazione dopo aver raccolto la disponibilità dei Sensi a cedere la
società, è stato sostanzialmente raggiunto. Le condizioni sarebbero più
o meno quelle su cui l’operazione si arenò lo scorso 18 aprile, di
fronte all’improbabile offerta araba che l’avvocato Gian Roberto
DeGiovanni disse di avere in mano. Soros dovrebbe versare 210 milioni
(compresa buonuscita) per il 66% del pacchetto azionario della società.
Poi partirebbe l’Opa, con l’intento di rastrellare tutte le azioni e
forse togliere il club dalla borsa. Ma il magnate americano è ancora
d’accordo? Di sicuro non prese bene (eufemismo) ciò che accadde il 18
aprile e, pur essendo stato informato dalla Inner Circle Sports, la
merchant bank che lo rappresenta, non ha ancora deciso se investire una
piccola parte del suo immenso patrimonio nell’As Roma. L’attesa
non durerà molto. Forse già domani il finanziere di origine ungherese
scioglierà le sue riserve, in un senso o in un altro. D’altronde, Soros
conosce perfettamente i costi che dovrà affrontare e le potenzialità di
guadagno dell’operazione. La Inner Circle Sports ci lavora da tempo
(pagata proprio dallo stesso Soros) e chi ha visto il piano lo ha già
definito serio, ambizioso e rispettoso del ruolo svolto nella storia
del club dai Sensi, anche se sul futuro assetto societario c’è ancora
qualcosa da chiarire. Per parlarne martedì arriverà in Italia
l’avvocato Joe Tacopina, per il quale si è parlato di una possibile
posizione di rilievo nell’organigramma. Il progetto, comunque, è
pronto: sponsor tecnico di livello mondiale, campus e punti vendita in
tutto il mondo, stadio di proprietà e naturalmente una squadra di primo
livello. Ieri intanto è arrivato un nuovo comunicato di
ItalPetroli, diffuso attraverso il sito ufficiale della Roma. Nel testo
la holding «precisa ancora una volta di non aver ricevuto, nè
direttamente nè indirettamente alcuna manifestazione di interesse o
offerta relativa all’acquisizione della propria partecipazione di
controllo in AS Roma». Vero, perché la situazione è in mano soprattutto
a Unicredit. Il comunicato prosegue precisando che non «è in corso
alcun processo volto alla dismissione» della Roma. Ma la stessa formula
fu utilizzata altre volte, il 21 e il 22 aprile in particolare, e le
operazioni sono andate avanti. Infine, ItalPetroli precisa che «non è
previsto alcun incontro tra i propri rappresentanti e quelli di Inner
Circle Sports finalizzato alla sottoscrizione di un accordo per la
cessione del pacchetto azionario AS Roma; le notizie diffuse devono
ritenersi quindi non corrette e prive di ogni fondamento». Vero, perché
gli incontri e i contatti importanti ci sono già stati e hanno
coinvolto Unicredit. E, soprattutto, ora non è più tempo di incontri.
E’ tempo di risposte. Tra oggi e domani si attende quella di George
Soros. Decisiva.
(Fonte: Il Romanista)
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