IL RITORNO DI PANUCCI: Dopo le scuse a Spalletti, ecco i possibili scenari futuri! La quiete dopo la tempesta. Tutto ha inizio il 25 gennaio poche ore prima della partita tra Napoli e Roma al San Paolo. La Roma si presenta all’ombra del Vesuvio in cerca di punti e conferme per poter rincorrere l’obiettivo quarto posto in campionato. A Trigoria è il periodo “caldo” per quanto riguarda la questione dei vari rinnovi contrattuali da definire: Aquilani quello più spinoso, Panucci quello con i tempi più stretti (scadenza giugno 2009). La vigilia è quindi un po’ agitata e Spalletti con Cicinho squalificato sceglie Cassetti come terzino destro. Questa esclusione a sorpresa non va giù a Panucci che rifiuta di andare in panchina e viene spedito in tribuna. E’ questo il momento in cui inizia un mese di passione per tutti. La Roma a Napoli comunque domina e il risultato finale è un 3-0 schiacciante della squadra di Spalletti; ma è il dopo partita a rendere il pomeriggio movimentato: Panucci accusa il tecnico aggiungendo con fermezza di volersene andare (“Lascio la Roma perché Spalletti non mi rispetta”) ; il tecnico di Certaldo dapprima evita l’argomento, ma poi incalzato risponde per le rime al suo giocatore (“Panucci conosce il rispetto solo quando ha la maglia da titolare..."). La società diffonde una nota in cui condanna il gesto e mette fuori rosa il calciatore. Alla chiusura della finestra di mercato manca una settimana e il procuratore di Panucci, Oscar Damiani, si mette subito alla ricerca di una nuova squadra per il proprio assistito. I nomi che si fanno sono molti: si parla di Lione, Hull City, Torino e di un clamoroso ritorno al Milan. Quando termina il mercato di gennaio, però, Panucci è ancora un giocatore della Roma, ma di fatto è un separato in casa e il gelo con Spalletti continua tanto che il nome del difensore ligure viene depennato dalla “lista Champions”. Il giocatore si trova in un vicolo cieco: passare in pochi mesi da punto di riferimento per i tifosi che contro il Chelsea chiedevano “11 Panucci in campo” a traditore della maglia. Il 4 febbraio torna a parlare assumendosi le responsabilità del gesto compiuto, chiedendo scusa a tifosi, compagni e società e ammettendo il proprio errore; tuttavia il chiarimento con il tecnico necessita di tempi più lunghi. La strada per il ritorno in gruppo appare comunque ancora lunga, a volte solo il tempo, il lavoro e la buona volontà possono sistemare le cose. Gli infortuni in rapida successione di Juan, Cassetti e Cicinho fanno pensare ad una sorta di “maledizione Panucci” e al rimpianto per non averlo più a disposizione. A Roma, nel frattempo, sono arrivati due rinforzi in difesa: Diamoutene dal Lecce e Marco Motta dall’Udinese. Ed è proprio l’ex giocatore dei bianconeri a mettersi in mostra nel ruolo di Panucci come valido sostituto guadagnandosi presto la fiducia di tutto l’ambiente. E’ in questo momento che sembra scattare qualcosa nella testa di Panucci: orgoglio, voglia di rivincita o forse solo dispiacere per il brutto comportamento tenuto nei confronti di tutto l’ambiente giallorosso. I colloqui con Spalletti sono sempre più numerosi e si scorge un certo riavvicinamento tra i due. La riammissione nel gruppo appare molto vicina e si concretizza con la convocazione per la delicata trasferta di Milano contro l’Inter capolista dopo le pubbliche scuse del calciatore nei confronti dell’allenatore giallorosso. A questo punto le porte del campo sono riaperte per il calciatore mentre l’allenatore ritrova una pedina molto importante all’interno dello scacchiere tattico a sua disposizione però solamente in campionato. Panucci nella sfida all’Inter parte titolare dopo più di un mese e mezzo di assenza, la prestazione fornita è incoraggiante anche perché conferma alla Roma di aver ritrovato un giocatore di grande esperienza in difesa oltre che un uomo pericoloso sui calci piazzati. Ora non resta che attendere la fine della stagione per scoprire se questa storia d’amore complicata tra Roma e Panucci continuerà oppure se il “gran rifiuto” di Napoli ha rappresentato un punto di svolta nella carriera del difensore ligure che a Trigoria ha passato le ultime otto stagioni. Un futuro distante dalla capitale, invece, potrebbe avere i colori di qualche squadra inglese come Manchester City, Hull o in Francia con Lione o Monaco, se non addirittura in Italia dove lo seguono molte squadre come Torino e Genoa. Ancora più suggestiva sarebbe poi l’ipotesi di un ritorno al Milan nel quale ha già vinto e giocato. Per il futuro comunque c’è ancora tempo, ora i tifosi della Roma sperano solo di ritrovare quel giocatore che è stato più volte decisivo in Italia ed in Europa.
Edoardo Mogiani - www.tuttoilcalcio.org
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